| Mario Pescante, primo vicepresidente italiano del Cio |
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Mario Pescante ha raggiunto un traguardo mai toccato da nessun altro dirigente italiano. Pescante è stato eletto vicepresidente del CIO, il Comitato Olimpico Internazionale nella stessa riunione che ha confermato il belga Jacques Rogge alla presidenza per il suo terzo mandato. Oltre al riconoscimento e alle felicitazioni dovute ad un grande e meritato risultato per il dirigente abruzzese, da sempre grande uomo di sport, c'è la speranza che questa carica sia di buon auspicio per la probabile candidatura italiana alle Olimpiadi 2020. Una candidatura per la quale si è fatta avanti Roma, ma anche Venezia, mentre Milano, che aveva tentato in passato, pensa ora all'Expo 2015. «Oggi sento di aver dato lustro al mio paese, ma - così Pescante - soprattutto penso che sia stato premiato il mio impegno per la pace». La candidatura di Roma e Venezia per il 2020? «Sono a disagio, profondamente amareggiato. Ma come si fa ad avanzare una doppia candidatura e, poi, con questi toni? Stiamo dando - così Pescante - l’immagine di un paesotto provinciale e improvvisatore. C’è chi pensa a Giochi sdoppiati, un po’ a Roma, un po’ a Venezia, l’apertura al Colosseo, chiusura in laguna. Ma non conoscono le regole della carta olimpica? Decide il Coni e un’Olimpiade può svolgersi in una sola città, magari con strutture racchiuse in 8 chilometri. Basta sfide Nord-Sud. La nostra è una falsa partenza con fantomatici comitati promotori. I tempi in cui si sceglie una città per romanticismo sono finiti: guardate a Chicago, alla scesa in campo di Michelle e Obama, sconfitti davanti ad un paese in ascesa. E noi parliamo del Colosseo per farmi chiedere da un membro africano del Cio se ci saranno anche i leoni nell’arena..." |
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